Compro oro

Parte il 3 settembre il registro degli operatori. Peretto (Orafi): “Più burocrazia e più tasse per gli orafi artigiani”.

“Semplificazione? Taglio delle tasse? A quanto pare i propositi di sburocratizzazione e di aiuto alle imprese (soprattutto quelle piccole) non hanno trovato riscontro nella circolare 30/18 del 26 luglio pubblicata dall’OAM (Organismo degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi). Anzi la realtà purtroppo va in direzione opposta e, per le imprese orafe artigiane venete, che forniscono un servizio di permuta/transazione compro oro, nella stragrande maggioranza dei casi ad un cliente fidelizzato, sono in arrivo un aggravio di burocrazia e di costi. Stimiamo almeno 500/600 euro ad azienda. E non si hanno ancora indicazioni sui costi di manutenzione annua” commenta la Presidente degli orafi di Confartigianato del Veneto e di Padova Guglielmina Peretto. 

 
“Come categoria -ribadisce Peretto- abbiamo da sempre manifestato la nostra contrarietà agli sproporzionati adempimenti burocratici ed economici previsti dal decreto di regolamentazione dell’attività dei Compro oro, che non semplificano ma complicano la vita alle imprese”.
Per iscriversi al registro compro oro vige l’obbligatorietà di: un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) valido e attivo; una firma digitale intestata al richiedente l’iscrizione (in caso di società, intestata al legale rappresentante); documento di riconoscimento in corso di validità del richiedente l’iscrizione (in caso di società, il documento del legale rappresentante); attestazione, rilasciata dalla Questura territorialmente competente, del possesso e perdurante validità della licenza; copia del pagamento effettuato del contributo di iscrizione nel Registro (di cui alla Circolare OAM 30/18); copia del pagamento effettuato della Tassa di concessione governativa, pari ad Euro 168,00, nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, ai sensi del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 641, ai fini dell’efficacia dell’iscrizione nel Registro”. www.organismo-am.it/home-compro-oro
“Dal lato costi -prosegue- anche se i contributi di iscrizione non sono altissimi, da un lato appare del tutto trascurabile la differenza tra quello che devono pagare le imprese che svolgono l’attività in via prevalente (230 euro per Società di persone e di capitali e 120 euro per ditte individuali) da quelle che la praticano in via secondaria (210 euro per Società di persone e di capitali e 100 euro per ditte individuali), a cui vanno aggiunti la tassa governativa ed i costi per l’apertura di un conto corrente dedicato”. Inoltre, nella circolare dell’OAM si parla di contributi per l’iscrizione ma ancora non sono state definiti gli importi da versare per le successive annualità; i criteri e le modalità per il versamento del contributo 2019 saranno comunicati entro maggio dello stesso”. 
“Come Confartigianato -conclude la Presidente Peretto- stiamo organizzando un evento informativo il primo di ottobre, finalizzato a far conoscere adempimenti e le modalità operative da attuare per la corretta applicazione delle operazioni compro oro”.

In allegato i contributi per l’iscrizione al registro.
 

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