CUPLA

A Roma l'assemblea nazionale. Per Padova c'era il Presidente Zordanazzo

Si è tenuta a Roma il 14 settembre alla presenza del Ministro Poletti
“Anziani attivi ma cresce il disagio” è il titolo dell’assemblea nazionale del CUPLA che si è tenuta a Roma il 14 settembre, alla presenza del Ministro del Lavoro e Politiche Sociali Giuliano Poletti.
Presenti tutti i rappresentanti delle sigle dei pensionati aderenti al Cupla: ANAP Confartigianato, ANPA pensionati Confagricoltura, ANP Cia, 50&PIU’ Confcommercio, CNA Pensionati, coldiretti Pensionati, FIPAC Confesercenti, FNPA Federazione Nazionale Pensionati Artigiani.
All’iniziativa ha preso parte anche il Presidente Provinciale ANAP di Padova Raffaele Zordanazzo.
Dopo la presentazione di un rapporto predisposto dal CER-CUPLA su “Fisco e inadeguatezza dell’indicizzazione allargano il disagio fra i pensionati”, ha preso la parola il Coordinatore Nazionale del Comitato Unitario Pensionati Lavoro Autonomo Giancarlo Pallanti, dove ha concluso la sua relazione presentando al rappresentante di Governo, quattro proposte di seguito sintetizzate:

1.    Estendere il bonus Irpef di 80 euro anche ai pensionati con un reddito imponibile compreso tra 6,5 e 10 mila euro, mentre per coloro con un reddito compreso tra 10 e 12 mila euro il godimento sarebbe parziale e progressivamente decrescente. Il costo finanziario del provvedimento, che abbiamo simulato, sarebbe pari a 2,6 miliardi e coinvolgerebbe 3,2 milioni di pensionati, che riceverebbero un beneficio medio annuo di 810 euro

2.    Utilizzare un indice dei prezzi che rifletta maggiormente le caratteristiche del paniere di spesa dei consumatori poveri, in cui cioè sia adeguatamente ampio il peso di beni alimentari, energetici e sanitari. Andrebbe, a nostro avviso, utilizzato l’indice dei prezzi armonizzato per tutti i paesi dell’Unione Europea (IPCA), abbandonando l’indice dei prezzi per le famiglie di operai e impiegati (FOI) per la rivalutazione delle pensioni perché aderisce maggiormente ai consumi effettivi e reali dei pensionati, soprattutto con redditi più bassi

3.    Definizione e condivisione di un sistema di perequazione delle pensioni stabile, e in grado di garantire un potere d’acquisto delle pensioni adeguato nel tempo
 

4.    Graduale adeguamento agli standard europei degli importi minimi di pensione. Il Comitato per i Diritti Sociali del Consiglio europeo ha denunciato la violazione in Italia della Carta Sociale Europea: i minimi pensionistici non devono essere inferiori al 40% del reddito medio nazionale, 650 euro, anziché 502 euro, come ammontano attualmente le pensioni minime.

Il Ministro Poletti nel suo intervento, auspicando che questo incontro sia l’inizio di uno scambio di relazioni e proposte da condividere, ha esaltato tutto il sistema del volontariato senza il quale l’Italia non potrebbe reggere. In merito alle pensioni, ha affermato che servono più soldi per sostenere quelle più basse e bisogna irrobustire i redditi spiegando che la no tax area dei pensionati “va equiparata a quella dei dipendenti “. Questi ultimi versano zero tasse fino a quota 8 mila euro, mentre i pensionati non le versano fino a 7.750. Il tetto dev’essere allineato in quanto, afferma Poletti, non si vede per quale ragione se c’è un reddito per il quale non si pagano le tasse, questo debba essere diverso tra un pensionato e un lavoratore. Ha inoltre escluso l’estensione ai pensionati degli 80 euro.
 

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