Decreto dignità

Roberto Boschetto: “Vogliamo ragionare di precarietà? Parliamo della precarietà delle nostre piccole imprese!”.

“Si vuole combattere la precarietà? Benissimo, cominciamo a ragionare sulla precarietà delle nostre piccole imprese, sulla loro incertezza di poter sopravvivere in un mercato sempre più difficile”. Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Padova, risponde all’ipotesi di irrigidimento del mercato del lavoro, determinato dal Decreto dignità, mettendo sul piatto un’altra questione, un discorso decisamente dimenticato: l’assenza di certezze della piccola impresa che si muove in un mercato con regole pensate quasi esclusivamente per la grande impresa.

 
“Il nostro è il mondo dei contoterzisti, di quanti hanno commesse di tre mesi in tre mesi ed oggi ci vogliono dare ancora meno strumenti per affrontare la nostra precarietà? – continua Boschetto -. Eppure nelle PMI italiane lavorano il 56,6%% degli addetti delle imprese, come dimostra uno studio di Confartigianato. Quale sarebbe la soluzione per diminuire il tasso di disoccupazione, farci chiudere?”.
Sono oltre 25mila le piccole e medie imprese che operano nella nostra provincia. Si tratta del 30% del totale delle imprese, ma occupano il 69,5% degli addetti del settore privato.
 
“Togliere gli elementi positivi portati dal Jobs Act rappresenta un deciso passo indietro per il sistema della piccola impresa artigiana – puntualizza il Presidente di Confartigianato Padova. Del resto i dati parlano chiaro: nella nostra provincia, dopo l’introduzione del provvedimento, il tasso di occupazione è aumentato (65,6% nel 2017)”.
Secondo i dati forniti da Veneto Lavoro, nel primo trimestre 2018, il saldo dei rapporti a tempo indeterminato nella nostra provincia per la prima volta è positivo (+1765). Ancora più positivi sono i dati che riguardano i rapporti a tempo determinato che sono cresciuti nel primo trimestre di 4340 unità. Significativo poi il dato che riguarda le trasformazioni dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato: nella provincia di Padova, nel 2017, sono stati trasformati 5.550 rapporti. E il fenomeno continua a crescere: nei soli primi tre mesi del 2018 sono già 2.445 le trasformazioni contrattuali da tempo determinato a indeterminato.
 
“Questo dimostra che la flessibilità viene utilizzata quando serve – spiega Boschetto –. Le nostre imprese continuano a considerare le proprie risorse umane come un patrimonio aziendale. Va bene, certo, parlare di lavoro. Ma parliamone seriamente”.
 

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