Disoccupazione giovanile al 23,2%

Eppure le aziende artigiane faticano a trovare personale. L’intervento di Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Padova

L’economia padovana sembra avere imboccato il sentiero della crescita, come confermano i dati più recenti su export e occupazione pubblicati da Il Mattino di Padova. Soffrono ancora l’edilizia e le microimprese che operano al di fuori delle grandi filiere, ma c’è fiducia che le cose possano migliorare.

Questo refolo deve diventare un vento capace di riempire le vele. La crescita va alimentata, da sola non potrà risolvere i deficit del nostro sistema. A partire da quello più importante: il lavoro.
Nel 2017 sono cresciute le assunzioni nel comparto manifatturiero (+4,4%), con ai primi posti metalmeccanica, chimica e industrie alimentari.
Nonostante questo, nell’artigianato e non solo, ci sono ancora troppe aziende che vogliono crescere ma che faticano a trovare profili adatti. Con una disoccupazione giovanile così alta, può sembrare una contraddizione, mentre invece è un segnale di distanza fra formazione e lavoro.
I più recenti dati Excelsior, sulle previsioni di assunzione in provincia di Padova nei mesi agosto-ottobre 2017, ci dicono che la manifattura è ancora il settore trainante, con oltre la metà delle 16.500 assunzioni previste in totale. 
Tra le previsioni di assunzione, troviamo ai primi posti il trasporto e la conduzione di macchinari (oltre 1.500), i servizi di pulizia (oltre 1.200), gli operai specializzati in meccanica, elettromeccanica e meccanici in altri settori (oltre 1.500); molto alti anche gli specializzati di altri settori come edilizia (459) e sistema moda (430).
Ma preoccupano soprattutto i dati sul reperimento. Proprio nei comparti più vitali, Excelsior segnala che sono elevatissime le difficoltà di reperimento, ben al di sopra della media provinciale del 28,2%: il 53,1% per i meccanici in altri settori, 46,6% per operai specializzati in meccanica ed elettromeccanica, il 42,8% per operai specializzati del sistema moda, il 37% per operai specializzati nell’edilizia, per i trasporti e per il personale non qualificato.
Credo sia un segnale di allarme: il rischio è di perdere il treno della crescita.
Serve un lavoro di squadra nella direzione di un rapporto più stretto fra scuola e impresa.
Proprio in queste settimane, come Confartigianato Padova, abbiamo lanciato tre corsi gratuiti per disoccupati, per rispondere alle esigenze delle imprese, in professioni come l’operatore per linee di produzione 4.0, il manager di rete e l’esperto di commercializzazione del made in Italy.
Siamo inoltre impegnati nell’orientamento scolastico dei nostri ragazzi, per aiutarli a fare scelte formative consapevoli. Ma servono anche politiche nuove per promuovere la relazione scuola-lavoro.
L’alternanza scuola lavoro va nella direzione giusta. Così come il sistema dei corsi ITS, che sta crescendo in Veneto, ma che forma ancora un numero troppo ristretto di profili.
Ma è sotto gli occhi di tutti che serve un cambio di passo, una riforma più radicale.
Noi pensiamo sia ora di introdurre in modo generalizzato un modello di formazione tecnica ispirato al “sistema duale” tedesco, dove la formazione teorica sia collegata ad un periodo di apprendimento in azienda strutturato.
Un aumento rapido dell’occupazione nella manifattura passa dallo sviluppo di competenze tecniche allineate al mercato e dal connubio tra sapere e saper fare.
Solo facendo sistema si può puntare allo sviluppo del territorio e alla piena occupazione. A partire da quella giovanile.

Roberto Boschetto
Presidente di Confartigianato Padova

 
 
 
Padova, 4 ottobre 2017
 

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