Il datore di lavoro è sempre responsabile degli incidenti avvenuti ai propri lavoratori?

Interessante sentenza della Cassazione

Una recente sentenza della Corte di Cassazione (Sezione IV Penale - Sentenza n. 19381 dell’8 maggio 2019) tratta un argomento molto discusso nell’ambito della Sicurezza sul lavoro – quello della responsabilità del Datore di lavoro per infortunio del lavoratore derivante da un suo comportamento anomalo -  disponendo che “in assenza di una regola cautelare violata da collegare a un infortunio occorso a un lavoratore e se è accertato che sia stato dotato dei necessari presidi di sicurezza non si può addebitare al datore di lavoro la responsabilità di quanto accadutogli”.

L’infortunato dopo aver calpestato un cupolino ondulato rotto e non calpestabile, era caduto da un’altezza di 7 metri.

L’indagine ha dimostrato che:

·         il luogo di lavoro era munito di una linea vita che consentiva ai lavoratori di operare assicurandosi con idonea imbragatura, cosa che facevano abitualmente

·         l’infortunato si era sganciato deliberatamente e volontariamente dalla linea vita.

Il nodo della sentenza è la rilevanza della colpa del lavoratore ai fini e per gli effetti di escludere o meno l'addebito di responsabilità del datore di lavoro. Per la Cassazione vale il principio per cui, di norma, la responsabilità del datore di lavoro non è esclusa dai comportamenti negligenti, trascurati, imperiti del lavoratore, che abbiano contribuito alla verificazione dell'infortunio.

Per interrompere il nesso causale occorre un comportamento del lavoratore che sia "anomalo" ed "imprevedibile" e, come tale, "inevitabile"; cioè un comportamento che ragionevolmente non può farsi rientrare nell'obbligo di garanzia posto a carico del datore di lavoro.

Nel caso esaminato la Cassazione, ribaltando il giudizio della Corte di Appello, ha ritenuto che il comportamento del lavoratore avesse tali caratteristiche e quindi che il datore di lavoro fosse da scagionare. Ma tale giudizio nasce dalle preliminari considerazioni che:

·         esisteva una linea vita e i lavoratori erano dotati di idonei DPI

·         era stata effettuata attività di informazione e formazione

·         la linea vita e i DPI venivano abitualmente utilizzati dai lavoratori.

Che conclusione si può trarre dalla sentenza?

La prima, fondamentale, che il datore di lavoro non è sempre, necessariamente (oggettivamente) responsabile in caso di infortunio del lavoratore. Ma si deve essere in presenza di un comportamento anomalo e imprevedibile da parte del lavoratore.

La seconda, collegata, che il datore di lavoro deve avere attivato tutto quanto necessario/possibile per garantire la sicurezza, in particolare:

·         valutando i rischi legati alla fase di lavoro

·         installando le necessarie protezioni

·         dotando i lavoratori di DPI adeguati

·         informando, formando e, se necessario, addestrando i lavoratori sui rischi e sulle misure di prevenzione

·         controllando la messa in atto, da parte dei lavoratori, delle misure di sicurezza previste.

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