Ingrediente principale

Obbligatorio indicarne l'origine in etichetta

L’articolo 26 comma 8 del Regolamento 1169 sull’etichettatura degli alimenti prevede che la Commissione Europea, con successi provvedimenti, può introdurre nuove regole per la composizione delle etichette che riportano il paese d’origine o il luogo di provenienza di un alimento e questo non è lo stesso di quello del suo ingrediente primario. In questo caso, il comma 3 dello stesso articolo, fornisce prime indicazioni, ovvero in etichetta dovrà essere:

 
a) indicato anche il paese d’origine o il luogo di provenienza dell’ingrediente primario; oppure
b) il paese d’origine o il luogo di provenienza dell’ingrediente primario dovrà essere indicato come diverso da quello dell’alimento.
 
Si tratta dunque di una norma che mira a prevenire comportamenti scorretti nella fornitura ai consumatori informazioni ingannevoli sui prodotti alimentari che facciano pensare che l'alimento abbia una determinata origine, mentre la sua origine reale è di fatto differente.
 
Sulla base di tale delega, la Commissione Europea ha pertanto approvato il Regolamento
n. 2018/775 pubblicato in Gazzetta Ufficiale Europea del 29 maggio u.s. con cui introduce proprio le regole per indicare in etichetta il paese d'origine o il luogo di provenienza dell'ingrediente primario di un alimento come ad esempio il grano per la pasta o il latte per i prodotti caseari.
 
Il Regolamento si applica quando il paese d'origine o il luogo di provenienza di un alimento è indicato attraverso qualunque mezzo, come diciture, illustrazioni, simboli o termini che si riferiscono a luoghi o zone geografiche, ad eccezione dei termini geografici figuranti in denominazioni usuali e generiche, quando tali termini indicano letteralmente l'origine, ma la cui interpretazione comune non è un'indicazione del paese d'origine o del luogo di provenienza.
 
Il regolamento non si applica, invece, alle indicazioni geografiche protette, quali le
 
DOP, IGP, STG, né ai marchi d'impresa registrati, laddove questi ultimi costituiscano un'indicazione dell'origine.
 
L'indicazione del paese d'origine o del luogo di provenienza di un ingrediente primario, che non è lo stesso paese d'origine o luogo di provenienza indicato per l'alimento, dovrà essere fornita:
 
a) con riferimento a una delle seguenti zone geografiche:
 
i) «UE», «non UE» o «UE e non UE»; o
 
ii) una regione o qualsiasi altra zona geografica all'interno di diversi Stati membri o di paesi terzi, se definita tale in forza del diritto internazionale pubblico o ben chiara per il consumatore medio normalmente informato; o
 
iii) la zona di pesca FAO, o il mare o il corpo idrico di acqua dolce se definiti tali in forza del diritto internazionale o ben chiari per il consumatore medio normalmente informato; o
 
iv) uno o più Stati membri o paesi terzi; o
 
v) una regione o qualsiasi altra zona geografica all'interno di uno Stato membro o di un paese terzo, ben chiara per il consumatore medio normalmente informato; o
 
vi) il paese d'origine o il luogo di provenienza, conformemente alle specifiche disposizioni dell'Unione applicabili agli ingredienti primari in quanto tali;
 
 
b) oppure attraverso una dicitura del seguente tenore:
 
«(nome dell'ingrediente primario) non proviene/non provengono da (paese d'origine o luogo di provenienza dell'alimento)» o una formulazione che possa avere lo stesso significato per il consumatore.
 
Il regolamento entra in vigore il 1 giugno 2018 e si applica a partire dal 1 aprile 2020 e gli alimenti immessi sul mercato o etichettati prima della sua data di applicazione possono essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte.
 
Resta da valutare l'impatto che questa norma avrà sui decreti sull'origine degli alimenti già in vigore nel nostro, ed in altri Paesi della UE.
 

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