Metalmeccanici e installatori. Rinnovato il contratto collettivo regionale

Anche Confartigianato del Veneto al tavolo di rinnovo

ll 2 agosto u.s. Confartigianato Veneto e le altre associazioni datoriali hanno sottoscritto unitamente a CGIL CISL e UIL il nuovo contratto collettivo regionale per l’area della metalmeccanica, comprensiva dei settori dell’installazione impianti, autoriparazione. Detto contratto non interessa i settori orafo e odontotecnico, i quali, sebbene assoggettati al medesimo contratto collettivo a livello nazionale (Area Meccanica), sono regolati da specifici accordi regionali di settore, ad oggi non rinnovati.
Il CCRL decorre dal 1° settembre 2019 ed avrà validità fino al 30 giugno 2020.
Del precedente CCRL 31.07.2017 sono confermate: 
- relativamente alla parte normativa:
le norme relative alla gestione dei regimi orario, alla banca ore e all’apprendistato, con precisazione che gli istituti riguardanti l’orario di lavoro potranno essere applicati esclusivamente dalle imprese iscritte e in regola con i versamenti contributivi ad EBAV e a SANI.IN.VENETO.
Cessa, invece, la norma sui contratti a termine introdotta in via sperimentale dalla precedente contrattazione regionale, che consentiva in via premiale alle aziende, in regola con i versamenti alla bilateralità artigiana e con necessità produttive, di superare i limiti numerici fissati dal CCNL mediante una richiesta motivata alla Commissione Regionale di settore
- relativamente la parte economica  
il CCRL conferma l’E.R.T. (elemento regionale transitorio) negli importi e nelle modalità di erogazione definiti dal precedente CCRL e continuerà ad essere corrisposto per le ore effettivamente lavorate ad operai, impiegati e quadri dal 1° settembre 2019 e sino al 30 giugno 2020.
Ai lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante è mantenuto il valore dell’E.R.T. pari a 30 euro mensili (0,17341 euro orari) da erogarsi secondo le medesime modalità definite per le altre categorie di lavoratori.
Dal 1° settembre 2019, però, è soppressa la facoltà in capo all’apprendista di conferire l’importo dell’E.R.T. ad un Fondo negoziale di previdenza complementare del comparto artigiano a titolo di “quota adesione contrattuale
 

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