Sciopero Medici di famiglia

Raffaele Zordanazzo ANAP: “Regione e sindacati trovino accordo. In tilt l’assistenza territoriale ad oltre 1 milione di veneti over 65”.

L’ANAP, come associazione di rappresentanza di 5 mila anziani a Padova, ritiene doveroso dare ”voce” a coloro che rischiano di essere le vere vittime di  una contrapposizione tra Medici di Medicina Generale e la Regione del Veneto.

 
“Non vogliamo e non possiamo entrare nel merito delle ragioni che guidano questo penoso duello politico-sindacale, -afferma Raffaele Zordanazzo, presidente provinciale di ANAP, l’Associazione degli anziani e pensionati di Confartigianato - ma in forza anche di quella saggezza che ancor oggi la persona anziana sa cogliere, vogliamo dare alla nostra grave preoccupazione qualche contenuto su cui riflettere e magari ammorbidire le posizioni”.
L’Assessore Coletto ha affermato che quello che sta avvenendo “fa parte del gioco e della dialettica democratica” aggiungendo che “l’obiettivo comune è l’interesse della gente ad essere assistita al meglio”. Dall’altra parte, le Organizzazioni sindacali dei medici affermano che l’agitazione è mirata a dare migliori servizi alle persone, soprattutto se non autosufficienti, dichiarando che “vogliono tornare a fare i medici”, cioè non i burocrati.
 
“Ma allora, -chiede Zordanazzo- se davvero per entrambe le parti al centro e nel cuore sta la gente, cosa è che li divide? Ci viene spontaneo un sospetto: i soldi, o detta in dialetto, “i schei”. Ci sembra che da una parte si chiedono e dall’altra si dice che non ci sono; ovvero, avevate fatto delle promesse ma dall’altra, si dice abbiamo sbagliato i calcoli. E’ così? Se sì, non disturbiamo la democrazia, la gente che è in grave difficoltà psico-fisica, e come in una normale trattativa si trova un punto o più punti di equilibrio (ognuno cede qualcosa in ragione del bene superiore, diceva qualche buon pensatore). E’ davvero difficile per noi accettare che degli ambulatori vengano chiusi per sciopero, ma fa anche specie rilevare che una agitazione proclamata il 4 luglio, non abbia trovato in tutti questi mesi uno sbocco positivo: o si è chiesta la luna, e questo andrebbe detto e bloccato subito, o si sono sottovalutati gli obblighi, gli impegni presi”.
 
“Sappiamo -conclude il Presidente - che le questioni in campo sono tre: le Medicine di Gruppo (è strano che si affermi che su 87 domande la Regione – dice – ne ha accolte 70 e le OO.SS. – dicono – 55…come se la matematica fosse una opinione), gli ospedali di Comunità per i quali era prevista l’attivazione di 1.263 posti letto in tutto il Veneto e il fascicolo sanitario elettronico. Noi non possiamo che da un lato auspicare che si raggiunga una intesa, magari posta in un calendario sotto controllo e, dall’altra, ricordare che lo sciopero non può che colpire “chi non c’entra niente!”. Con l’aggravante che in questo specifico caso si tratta di persone particolarmente fragili e già di per sé in grave difficoltà”.
 

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